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10 ragioni per amare questa stagione

1 – Il beffardo, o radioso, destino del Real Madrid.
Per un numero uno non c’è nulla di più amaro e umiliante dell’essere secondo. E, per talento e vocazione, il Real Madrid, Josè Mourinho e Cristiano Ronaldo vogliono e devono essere i migliori: senza il Barça di Messi e Guardiola lo sarebbero, senza alcun dubbio. Ma gli dèi del calcio si sanno divertire, e hanno posto le Merengues di fronte a un bivio vertiginoso: da un lato c’è la gloria del battere una squadra imbattibile, unica e immortale; dall’altro, l’ignominia del passare alla storia come i migliori secondi di sempre.
Così, mentre Guardiola continua a modellare la sua rivoluzione, Mourinho cerca di dimenticare che è la stagione del tutto o niente, del matar o morir. Perché il


Napoli-Juventus – Anteprima

Fu così che ci ritrovammo la più affascinante partita di questo inizio di stagione collocata al termine di un anonimo martedì di fine novembre. Magari, un paio d’anni fa, un Napoli-Juventus del genere sarebbe passato quasi inosservato, ma stavolta è diverso. Sarà un match bello e pesante, una vetrina per il calcio italiano – che ancora non si è capito se abbia la polmonite o il raffreddore.

Le squadre

Fin qui, la Juventus è stata la migliore del campionato, il Napoli la migliore italiana in Europa. Entrambe hanno un allenatore carismatico e sanguigno, un grande collettivo e una notevole dose di agonismo. Ma per il resto sono davvero molto diverse.

Il Napoli gioca da magnifica provinciale. Tiene il baricentro basso, sa chiudersi e soffrire in fase di non possesso, aspettando gli avversari per poi ripartire velocemente


Segnare di testa

14/08/2011, Real Madrid-Barcelona, 44°
Ci sono calciatori che se il calcio non fosse esistito l’avrebbero inventato personalmente, e l’ultimo tra questi è Lionel Messi. Sarebbe caduta una mela e, invece di teorizzare la forza di gravità, Leo avrebbe controllato di petto, sbilanciato due pecore con una finta di corpo e tirato di collo sinistro a fil di pioppo, colpendo sulla nuca un qualche portoghese particolarmente irascibile.
Una delle qualità meno celebrate di Leo è la costante presenza mentale: non si assenta, è continuamente concentrato e reattivo. E lo fa naturalmente, senza sforzo alcuno.
Al Bernabeu si giocava l’andata della Supercopa de España, un boccone di quella abbuffata di clásicos che ci siamo fatti nei mesi addietro.1 Il Real è scoperto, la Pulce è lanciata a rete, Pepe staziona