Ora viene il bello

Due mesi, otto squadre, ognuna a sette partite dal titolo di campione d’Europa. Sono di sette paesi diversi e tutte hanno scritto pagine (o libri) della storia della competizione, a parte una, l’intrusa, che è anche l’unica a non essere ultracentenaria. Come Antonello Venditti, ben quattro sono nate sotto il segno dei Pesci. Solo due hanno delle serie possibilità di vincere. E stanno opportunamente in due parti diverse del tabellone, per la gioia di noi tutti.

Futbol Club Barcelona
112 anni, Sagittario
gioca al Camp Nou (99.354), Barcelona
vittorie: 4
finali: 7
probabilità di vittoria: 45%
capitano: Carles Puyol
top scorer: Lionel Messi (12)
in ascesa: Thiago Alcántara
in declino: Eric Abidal (forza!)

Il pallone è il loro e se lo tengono più che possono. Giocano per la storia già da un po’ e vincendo toglierebbero il punto di domanda al consumatissimo: sono i più forti di sempre?
In caso contrario, sarà stata un’annata transitoria e, va detto a bassa voce, fallimentare. I loro unici veri rivali stanno qui sotto, ma sopra di dieci punti in campionato. Le probabilità di avere un altro Clásico europeo, stavolta addirittura in finale, sono altissime. E in un match secco potrebbero non essere così favoriti come sembra.

Real Madrid Club de Fútbol
110 anni, Pesci
gioca al Santiago Bernabéu (85.454), Madrid
vittorie: 9
finali: 12
probabilità di vittoria: 33%
capitano: Iker Casillas
top scorer: Cristiano Ronaldo (6)
in ascesa: José Callejón
in declino: Ricardo Carvalho

Hanno vinto le prime cinque edizioni del torneo, poi altre quattro volte in cinquant’anni. Probabilmente saranno i primi ad arrivare alla decima coppa e non hanno nessun motivo per non provarci già quest’anno, anzi. L’idea che, se non la vincono loro, se la prendono i rivali catalani dà ulteriori motivazioni a una squadra che è già guidata da un motivatore eccezionale. Inoltre sono tutti fomentati dall’inattesa svolta hipster di Cristiano Ronaldo. Finora, negli scontri diretti di questa stagione, le hanno prese, ma questo Real è una squadra che guarda solo avanti.

Fußball-Club Bayern München
112 anni, Pesci
gioca all’Allianz Arena (69.901), München
vittorie: 4
finali: 8
probabilità di vittoria: 8%
capitano: Philipp Lahm
top scorer: Mario Gomez (10)
in ascesa: Toni Kroos
in declino: Anatoliy Tymoshchuk

Quello del triennio ’73-’76 – con Beckenbauer capitano, Sepp Maier tra i pali e davanti Hoeneß, Gerd Müller e il giovane Kalle Rumenigge – era un tritasassi. Da allora, solo un’altra vittoria per il Bayern che però, un po’ come la Germania, in qualche modo arriva sempre in fondo, anche quando non sembra proprio la stagione giusta, come quest’anno. Eppure la bruttezza neandertaliana di Ribery non è mai stata così attratta dal fascino latino di Mario Gómez. E Robben non è nemmeno infortunato. In più, la finale la giocherebbero a casa.

Chelsea Football Club
107 anni, Pesci
gioca allo Stamford Bridge (41.841), London
vittorie: 0
finali: 1
probabilità di vittoria: 5%
capitano: John Terry
top scorer: Didier Drogba (4)
in ascesa: Daniel Sturridge
in declino: Ashley Cole

Peccato abbiano buttato fuori questo Napoli. Anche perché, in un certo senso, sono ancora fermi al rigore di John Terry. Se non hanno vinto allora, né l’anno successivo (quello della tiratissima semifinale col Barça), non si vede perché debbano farcela stavolta. I molti scettici sottolineano che è una squadra di vecchi campioni sul viale del tramonto che ha appena licenziato l’allenatore e che in Europa, in fondo, non ha mai vinto niente di serio. I pochissimi fiduciosi dicono: appunto.

Associazione Calcio Milan
112 anni, Sagittario
gioca al Giuseppe Meazza (80.018), Milano
vittorie: 7
finali: 11
probabilità di vittoria: 4%
capitano: Massimo Ambrosini
top scorer: Zlatan Ibrahimovic (5)
in ascesa: Kevin-Prince Boateng
in declino: Clarence Seedorf

Ormai è un fatto: hanno un feeling particolare con la Champions League. Secondi dietro al Real per numero di vittorie totali, anche in un’annata in cui li hanno etichettati come squadra ammazzapiccole da campionato, alla fine l’animo europeo del Milan è venuto fuori e, com’è, come non è, sono loro gli unici sopravvissuti tra le italiane. Il problema è che hanno beccato il Barcelona. Anche se, nel girone, al Camp Nou era finita 2-2. Anche se, quest’anno, i catalani fuori casa soffrono spesso più del solito. Anche se, di San Siro, a Barcelona hanno davvero pessimi ricordi.

Sport Lisboa e Benfica
108 anni, Pesci
gioca all’Estádio da Luz (65.647), Lisboa
vittorie: 2
finali: 7
probabilità di vittoria: 3%
capitano: Luisão
top scorer: Óscar Cardozo (4)
in ascesa: Axel Witsel
in declino: Pablo Aimar

Nel 1959 Béla Guttman si sedette sulla panchina del Benfica, lanciò Eusebio, vinse due campionati, una coppa nazionale e due Coppe Campioni, poi chiese un aumento. La dirigenza fu inflessibile e Guttman se ne andò lanciando una maledizione: “Il Benfica non vincerà mai più in Europa per cento anni”.
Da allora le Águias1 sono arrivate in finale nel ’63, ’65, ’68, ’88 e ’90, perdendo sistematicamente. L’ultima volta, a Vienna, l’ormai anziano Eusebio si recò alla tomba di Guttman, lì sepolto, per pregarlo di rompere la maledizione. Ovviamente non venne esaudito: era un po’ tardi per quell’aumento.
Fa comunque piacere ritrovare il Benfica tra le grandi d’Europa, in attesa della stagione 2061/62.

Olympique de Marseille
112 anni, Leone
gioca allo Stade Vélodrome (60.032), Marseille
vittorie: 1
finali: 2
probabilità di vittoria: 2%
top scorer: André Ayew (4)
in ascesa: André Ayew
in declino: Souleymane Diawara

OM in Champions, e tornano subito in mente Basile Boli e quel pasticciaccio brutto dell’edizione 1992-93. Quindi basta, voltare pagina. Parliamo di questo Marseille, che non è bello né in forma, e che finora è stato sicuramente il più fortunato della competizione. Qualificato agli ottavi con due reti negli ultimi cinque minuti dell’ultima partita, ha mandato a casa l’Inter grazie a un gol nel recupero all’andata e un altro gol nel recupero al ritorno. Se veramente la dea fosse bendata, da ora in avanti dovrebbero colpire soli pali e traverse.

APOEL (Athletikos Podosferikos Omilos Ellinon Lefkosias)
85 anni, Scorpione
gioca al Neo GSP (22.859), Nicosia
vittorie: 0
finali: 0
probabilità di vittoria: insignificanti
capitano: Costantinos Charalambides
top scorer: Aílton, Gustavo Manduca (3)
in ascesa: Ivan Trickovski
in declino: Savvas Poursaitidis

Hanno già vinto: vedere l’APOEL ai quarti di finale di Champions League era praticamente inimmaginabile. Ci sono arrivati con tenacia, applicazione tattica e la solita fortuna che bacia le squadre nella stagione giusta (niente a che vedere con quella del Marseille, comunque). Picco storico del calcio nazionale, hanno un solo cipriota titolare (capitan Charalambides) e per il resto sono un mix di iberici, balcanici e brasiliani (tra cui un altro Kakà). Avranno l’onore di giocare al Bernabeu, verranno spazzati via e torneranno a occuparsi del campionato cipriota, anche perché, al momento, sono solo terzi.

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1 Le Aquile. Perché all’inizio c’era solo Vitória.

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