450 minuti

Fare i puntigliosi di fronte alle tragedie è una pratica riprovevole, quindi non ho incluso il recupero nel conteggio: però cinque 0-0 sono 450 minuti senza gol. Sette ore e mezza. Una cosa fin troppo brutta per mettersi a dargli un significato o farne un’analisi. C’è da derubricarla alla voce “eccezione”, c’è da pregare che lo sia davvero e poi c’è da guardare avanti, o da qualche altra parte.

Guardate l’ultimo gol del più talentuoso attaccante italiano, ad esempio. La palla vagante gli arriva e lui in un attimo l’ha ammansita e nell’attimo successivo l’ha spedita in porta in rovesciata dal limite dell’area piccola, che è un gesto molto più complicato di quel che sembra perché la palla ci mette un attimo a finire alta da così vicino. Ma il punto è che lui, dopo siffatta prodezza, è incazzato come una bestia. I compagni vorrebbero festeggiare e si trovano a doverlo calmare e rincuorare: pacche sulle spalle, discorsetti improvvisati. Ma cos’ha questo ragazzo? Perché non ride mai?

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3 Comments

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  • Ma non esistono anche partite a reti inviolate comunque vissutissime e quindi degnissime, alle volte più di quelle con qualche gol?

    [anche se – in effetti – il nome di questo blog dovrebbe farmi capire dove sta poi il fine di tutto]

    Ila 10 anni ago Reply


  • Sì, esistono e sono belle come 90 minuti di eccitanti preliminari. Piacciono molto una volta, massimo due. Già alla terza però senti il bisogno che qualcuno lo metta dentro, quel dannato pallone.

    Matteo 10 anni ago Reply


    • Hai reso dannatamente l’idea!

      Ila 10 anni ago Reply


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