450 minuti

Fare i puntigliosi di fronte alle tragedie è una pratica riprovevole, quindi non ho incluso il recupero nel conteggio: però cinque 0-0 sono 450 minuti senza gol. Sette ore e mezza. Una cosa fin troppo brutta per mettersi a dargli un significato o farne un’analisi. C’è da derubricarla alla voce “eccezione”, c’è da pregare che lo sia davvero e poi c’è da guardare avanti, o da qualche altra parte.

Guardate l’ultimo gol del più talentuoso attaccante italiano, ad esempio. La palla vagante gli arriva e lui in un attimo l’ha ammansita e nell’attimo successivo l’ha spedita in porta in rovesciata dal limite dell’area piccola, che è un gesto molto più complicato di quel che sembra perché la palla ci mette un attimo a finire alta da così vicino. Ma il punto è che lui, dopo siffatta prodezza, è incazzato come una bestia. I compagni vorrebbero festeggiare e si trovano a doverlo calmare e rincuorare: pacche sulle spalle, discorsetti improvvisati. Ma cos’ha questo ragazzo? Perché non ride mai?

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3 Comments

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  • Ma non esistono anche partite a reti inviolate comunque vissutissime e quindi degnissime, alle volte più di quelle con qualche gol?

    [anche se – in effetti – il nome di questo blog dovrebbe farmi capire dove sta poi il fine di tutto]

    Ila 6 anni ago Reply


  • Sì, esistono e sono belle come 90 minuti di eccitanti preliminari. Piacciono molto una volta, massimo due. Già alla terza però senti il bisogno che qualcuno lo metta dentro, quel dannato pallone.

    Matteo 6 anni ago Reply


    • Hai reso dannatamente l’idea!

      Ila 6 anni ago Reply


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